Ridurre l'assunzione di proteine ​​prima dell'intervento chirurgico riduce le complicazioni cardiovascolari

Ridurre l'assunzione di proteine ​​prima dell'intervento chirurgico riduce le complicazioni cardiovascolari

Indipendentemente dal tipo di intervento chirurgico eseguito, i medici chiederanno ai pazienti di non mangiare nelle 8 ore precedenti l'operazione, per evitare che il cibo possa passare dallo stomaco alla trachea e raggiungere i polmoni dopo l'anestesia, causando polmonite ab ingestis. Le ultime ricerche straniere dimostrano che se si riesce a ridurre l'assunzione di proteine ​​prima di un intervento chirurgico, è possibile prevenire efficacemente sintomi quali infarto vascolare o ictus.

Un team di ricerca dell'Università di Harvard ha sottolineato che ridurre l'assunzione di proteine ​​prima di un intervento chirurgico può prevenire complicazioni cardiovascolari. (Foto/tratta dal quotidiano francese "Le Figaro")

Le Figaro, un quotidiano francese, ha recentemente riferito che un team di ricerca dell'Università di Harvard ha pubblicato un articolo sulla rivista Science Translational Medicine il 25 gennaio, affermando che in un esperimento sui topi, i ricercatori hanno permesso ad alcuni topi di evitare completamente cibi ricchi di proteine ​​per 6-14 giorni prima dell'intervento chirurgico, mentre un altro gruppo di topi ha mantenuto le proprie razioni alimentari originali. I ricercatori hanno quindi osservato il recupero dei due gruppi di topi sperimentali dopo l'intervento chirurgico e hanno scoperto che il 40% dei topi che non erano stati sottoposti a "controllo della dieta" ha sviluppato complicazioni cardiovascolari fatali e il loro recupero è stato tutt'altro che ideale.

I ricercatori hanno affermato che i topi con livelli più bassi di proteine ​​nel corpo erano più in grado di resistere allo stress e al trauma causati dall'intervento chirurgico e potevano alleviare efficacemente l'ischemia renale ed epatica e il successivo "danno da riperfusione", il che non solo riduceva il rischio di infiammazione dei tessuti, ma garantiva anche che la funzionalità degli organi non venisse danneggiata.

Gli esperimenti sui topi hanno mostrato risultati piuttosto significativi e coerenti, e il prossimo passo sarà quello di entrare nella fase di sperimentazione umana. Il team di ricerca è ottimista sul fatto che questa teoria possa essere applicata con successo agli esseri umani.

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