Una persona su 10 è infetta! Perché la malattia renale può rimanere “invisibile” per molti anni?

Una persona su 10 è infetta! Perché la malattia renale può rimanere “invisibile” per molti anni?

La malattia renale cronica (MRC) è un problema di salute pubblica a livello mondiale. L'ultima indagine epidemiologica condotta nel mio Paese mostra che la prevalenza è pari al 10,8%, ovvero una persona su 10 soffre della malattia, ma il tasso di diagnosi precoce è inferiore al 10%. Il motivo per cui la malattia renale è definita il "killer silenzioso" è dovuto alle sue tre caratteristiche principali: forte meccanismo compensatorio, sintomi altamente nascosti e metodi di rilevazione limitati. Questo articolo svelerà il segreto della malattia renale "nascosta" da quattro punti di vista: meccanismo medico, identificazione dei sintomi, gruppi ad alto rischio e strategie di prevenzione e controllo, e fornirà piani di risposta scientifici.

1. “Supercompensazione” renale: perché è difficile rilevare precocemente i danni?

1. Potente funzione di riserva:

- Ogni rene ha circa 1 milione di glomeruli. In circostanze normali, solo 1/4 di loro è in condizioni operative, mentre i restanti 3/4 servono come "truppe di riserva".

- Quando alcuni glomeruli sono danneggiati, i glomeruli rimanenti compensano attraverso un'elevata filtrazione e un'elevata perfusione per mantenere la funzionalità renale di base; in questo momento la creatinina nel sangue potrebbe ancora essere normale.

2. "Periodo tampone" per i rifiuti metabolici:

- I sintomi si manifestano solo quando i prodotti di scarto del metabolismo, come l'azoto ureico e la creatinina, raggiungono un certo livello nell'organismo; questo processo può richiedere diversi anni.

Attenzione ai dati: quando la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) scende al 50% del livello normale, la creatinina nel sangue aumenta in modo significativo; quando scende sotto il 30%, i pazienti manifestano i sintomi tipici quali stanchezza e perdita di appetito.

2. Sintomi nascosti: cinque "travestimenti" che vengono facilmente trascurati

I primi sintomi della malattia renale vengono spesso confusi con quelli di altre malattie, con un tasso di diagnosi errata che può arrivare fino al 90%:

1. Urina schiumosa:

- La presenza di schiuma fine nelle urine, difficilmente eliminabile, indica proteinuria, ma può essere confusa con "calore" o "infezione delle vie urinarie".

-Idea errata: un risultato negativo del test delle urine non significa necessariamente che non ci sia proteinuria. È necessario testare il rapporto microalbumina/creatinina nelle urine (UACR).

2. Aumento della nicturia:

- Urinare ≥ 2 volte durante la notte può essere una manifestazione di una ridotta funzionalità di concentrazione tubulare renale, ma è facilmente attribuibile al fatto di aver bevuto troppa acqua prima di andare a letto.

3. Stanchezza e anemia:

- L'anemia renale causa ipossia tissutale, che si manifesta con affaticamento e vertigini, ma viene spesso diagnosticata come "anemia da carenza di ferro" o "anemia da carenza di ferro".

4. Edema:

- Un lieve edema delle palpebre e degli arti inferiori può essere ignorato o attribuito alla mancanza di sonno o all'eccessiva assunzione di sale.

5. Ipertensione:

- Circa il 50% dei casi di ipertensione è causato da danni renali (ipertensione renale), ma spesso i pazienti si concentrano solo sulla terapia antipertensiva e ignorano gli esami renali.

3. Limitazioni dei metodi di rilevamento: perché gli esami fisici di routine non riescono a rilevare precocemente la malattia renale?

1. Punti ciechi della routine dell'urina:

- Gli esami delle urine rilevano una "proteinuria manifesta" (>0,15 g/24 h), mentre la malattia renale in fase iniziale si manifesta con microalbuminuria (30-300 mg/24 h), che deve essere confermata mediante UACR o quantificazione delle proteine ​​nelle urine delle 24 ore.

2. Ritardo della creatinina sierica:

- La creatinina sierica è influenzata da fattori quali la massa muscolare e la dieta. Riflette solo il danno renale in fase avanzata e non può fornire un allarme precoce.

3. Svantaggi degli esami di imaging:

- L'ecografia o la TAC sono difficili da utilizzare per rilevare lesioni glomerulari precoci e per determinare il tipo patologico è necessaria una biopsia renale.

IV. Sei gruppi ad alto rischio favoriti dalla malattia renale

1. Pazienti diabetici:

- La nefropatia diabetica è la causa principale della malattia renale cronica (MRC), con un tasso di incidenza che può raggiungere il 30-40% nei pazienti con una durata della malattia superiore ai 10 anni.

2. Pazienti ipertesi:

- Una pressione sanguigna a lungo termine >140/90 mmHg può portare all'arteriosclerosi renale e accelerare il deterioramento della funzionalità renale.

3. Coloro che hanno una storia familiare di malattia renale:

- Le malattie renali ereditarie (come la malattia renale policistica) tendono a concentrarsi nelle famiglie, con un'incidenza nei parenti di primo grado da 3 a 5 volte superiore rispetto a quella della popolazione generale.

4. Persone obese:

- L'incidenza delle malattie renali legate all'obesità aumenta di anno in anno e l'accumulo di grasso viscerale danneggia direttamente i glomeruli.

5. Utenti di farmaci a lungo termine:

- I farmaci antinfiammatori non steroidei (come l'ibuprofene), alcuni antibiotici e la medicina tradizionale cinese contenente acido aristolochico possono causare lesioni renali indotte da farmaci.

6. Pazienti con infezioni ricorrenti del tratto urinario:

- La pielonefrite cronica può portare alla fibrosi interstiziale renale e infine all'insufficienza renale.

5. Superare il dilemma “invisibile”: 3 indicatori chiave per uno screening precoce

1. Rapporto microalbumina/creatinina urinaria (UACR):

- Il "gold standard" per la diagnosi precoce della malattia renale, UACR>30 mg/g, indica un danno alla membrana di filtrazione glomerulare.

2. Velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR):

- Calcolato in base alla creatinina nel sangue, all'età, al sesso, ecc., l'eGFR < 60 ml/min/1,73 m² è lo standard diagnostico per la malattia renale cronica.

3. Ecografia renale:

- Può rilevare anomalie strutturali renali (come atrofia renale, idronefrosi), ma ha una bassa sensibilità per le lesioni precoci.

VI. Prevenzione e controllo scientifico: dal “trattamento passivo” alla “gestione attiva”

1. Screening regolare dei gruppi ad alto rischio:

- I pazienti affetti da diabete e ipertensione dovrebbero testare UACR ed eGFR almeno una volta all'anno.

- Si raccomanda alla popolazione generale di sottoporsi a esami di routine delle urine e della funzionalità renale dopo i 40 anni.

2. Intervento sullo stile di vita:

- Controllare il sale e limitare le proteine: l'assunzione giornaliera di sale è <5 grammi e le proteine ​​di alta qualità rappresentano più del 50% (come uova e pesce).

-Controllo del peso: mantenere un BMI tra 18,5 e 23,9 kg/m², circonferenza vita per gli uomini <90 cm, per le donne <85 cm.

- Smettere di fumare e limitare il consumo di alcol: il fumo può aumentare del 30% il rischio di danni renali. L'assunzione di alcol dovrebbe essere inferiore a 25 g/giorno per gli uomini e inferiore a 15 g/giorno per le donne.

3. Gestione dei farmaci:

- I pazienti diabetici dovrebbero dare priorità all'uso di inibitori SGLT2 (come dapagliflozin), che possono ridurre del 39% il rischio di progressione della malattia renale.

- I farmaci ACEI/ARB sono la prima scelta per i pazienti affetti da ipertensione, in quanto possono ridurre contemporaneamente la proteinuria e la pressione sanguigna.

7. Attenzione al caso: il costo di ignorare i segnali precoci

Caso 1: uomo di 45 anni, l'esame fisico ha rivelato una pressione sanguigna di 150/100 mmHg, ma non è stato somministrato alcun trattamento standardizzato. Cinque anni dopo, si è rivolto al medico per un edema agli arti inferiori; il suo eGFR era di soli 35 ml/min e gli fu diagnosticata un'insufficienza renale causata da nefrite cronica.

Caso 2: Una donna di 30 anni soffriva di infezioni ricorrenti delle vie urinarie non completamente guarite. Dieci anni dopo, sviluppò una pielonefrite cronica e alla fine dovette sottoporsi a dialisi.

Conclusione

L'"invisibilità" della malattia renale deriva dalle sue caratteristiche fisiologiche e dalla natura nascosta dei suoi sintomi, ma attraverso lo screening e la gestione scientifica è possibile individuarla e intervenire precocemente. Ricorda: esami regolari delle urine e test di funzionalità renale sono la prima linea di difesa contro le malattie renali, e cambiare le cattive abitudini di vita è la chiave per la prevenzione.

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