Rapporto Eurobarometro: fake news e false informazioni online

Rapporto Eurobarometro: fake news e false informazioni online

L’Unione Europea ha pubblicato il suo ultimo rapporto “Eurobarometro – Fake News e false informazioni online”.

Gli intervistati sono meno propensi a fidarsi delle notizie e delle informazioni online rispetto alle fonti tradizionali

La maggior parte degli intervistati si fida completamente o tende a fidarsi delle notizie e delle informazioni ricevute tramite radio (70%), televisione (66%) e carta stampata (63%). Tuttavia, meno della metà degli intervistati (47%) si fida dei giornali e delle riviste online, e ancora meno si fida dei siti video e podcast (27%) e dei social media e delle app di messaggistica (26%). Questa tendenza è comune a tutti i paesi dell'UE e le fonti dei media tradizionali risultano più attendibili rispetto a quelle online.

La maggior parte degli intervistati si imbatte in fake news almeno una volta alla settimana

Oltre un terzo degli intervistati (37%) si imbatte in fake news ogni giorno o quasi ogni giorno, mentre un altro 31% afferma che ciò accade almeno una volta alla settimana.

Sette intervistati su dieci (71%) sono completamente o abbastanza sicuri di riuscire a identificare distorsioni dei fatti o fake news; Il 26% non è sicuro a questo proposito.

Gli intervistati di tutti i Paesi si sono dichiarati fiduciosi nella propria capacità di individuare le fake news, con percentuali che vanno dall'87% in Danimarca al 55% in Spagna.

Gli intervistati che utilizzano frequentemente i social network online, così come coloro che si imbattono frequentemente in fake news, hanno maggiore fiducia nella loro capacità di riconoscere tali notizie.

La stragrande maggioranza degli intervistati ritiene che le fake news siano un problema nel loro Paese

Oltre 8 intervistati su 10 (85%) ritengono che le fake news siano un problema nel loro Paese.

Questi punti di vista sono coerenti in tutti gli Stati membri: almeno il 70% degli intervistati in ogni Paese ritiene che le fake news costituiscano un problema nel proprio Paese.

Si ritiene che diverse istituzioni e media abbiano la responsabilità di fermare la diffusione di notizie false

Gli intervistati sono i più propensi a credere che i giornalisti dovrebbero intervenire per fermare la diffusione di fake news (45%), seguiti dalle autorità governative (39%), dai responsabili della stampa e dell'emittenza radiotelevisiva (36%), dai cittadini stessi (32%), dai social network online (26%), dalle istituzioni dell'UE (21%) e dalle ONG (15%).

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