Autore: Zou Jizhen, primario, Ospedale pediatrico, Capital Institute of Pediatrics Revisore: Meihua Park, primario, terzo ospedale dell'Università di Pechino Il neuroblastoma infantile è un tumore maligno comune nei neonati e nei bambini piccoli, soprattutto nei bambini di età inferiore ai 5 anni. Il processo di diagnosi e trattamento è complesso e critico. L'esame patologico, in quanto base importante per la diagnosi e l'orientamento del trattamento, svolge un ruolo indispensabile nella diagnosi, nella stadiazione e nella valutazione della prognosi della malattia. 1. Tempi e metodi dell'esame patologico La tempistica e il metodo dell'esame patologico del neuroblastoma infantile vengono solitamente scelti in modo flessibile in base alla situazione specifica del bambino. Quando il tumore è di grandi dimensioni e non è idoneo a un intervento chirurgico immediato, la biopsia con ago sottile diventa la prima scelta. Questo metodo utilizza la guida ecografica o TC per perforare e campionare il tumore. Sebbene il volume del campione sia piccolo, è sufficiente a fornire informazioni diagnostiche di base. Tuttavia, a causa del volume limitato del campione, la biopsia aspirativa con ago sottile presenta alcune limitazioni nella tipizzazione dei tessuti e nella valutazione completa. Pertanto, è necessaria una biopsia del midollo osseo per determinare lo stadio clinico patologico e stabilire se sono presenti metastasi nel midollo osseo. Se vengono rilevate cellule tumorali nel midollo osseo, ciò indica che la malattia potrebbe essere in uno stadio avanzato, il che inciderà sulla scelta delle opzioni terapeutiche, tra cui il dosaggio e la durata del trattamento. Figura 1 Immagine originale protetta da copyright, nessuna autorizzazione alla ristampa Per i bambini che possono essere sottoposti direttamente all'intervento chirurgico, l'esame patologico dopo la resezione radicale del tumore è più completo e accurato. L'intero campione può essere utilizzato per la tipizzazione tissutale, la colorazione immunoistochimica e la diagnosi di patologia molecolare, fornendo una solida base per la formulazione di piani di trattamento e la valutazione della prognosi. In alcuni bambini potrebbe essere necessaria la chemioterapia per ridurre le dimensioni del tumore prima dell'intervento chirurgico, perché è troppo grande o presenta un rischio elevato. Sebbene i campioni ottenuti in questo caso non siano ideali come quelli ottenuti con la resezione radicale diretta, è comunque possibile effettuare ulteriori diagnosi patologiche. 2. Fasi chiave e significato dell'esame patologico L'esame patologico del neuroblastoma infantile comprende tre fasi principali: esame istopatologico, esame immunoistochimico ed esame patologico molecolare, ognuno dei quali ha un significato unico. L'esame istopatologico mira a chiarire il tipo di tessuto tumorale, tra cui neuroblastoma, ganglioneuroblastoma (tipo nodulare, tipo misto) e ganglioneuroma. Questo passaggio è fondamentale per sviluppare piani di trattamento e valutare la prognosi, poiché i tumori dei diversi tipi di tessuto differiscono nel comportamento biologico e nelle risposte terapeutiche. Figura 2 Immagine originale protetta da copyright, nessuna autorizzazione alla ristampa L'esame immunoistochimico può determinare l'origine del tessuto, la natura benigna o maligna e la proliferazione cellulare del tumore rilevando l'espressione di antigeni specifici. Ad esempio, il tasso di positività del Ki-67, come indice di proliferazione nucleare cellulare, riflette direttamente l'attività proliferativa del tumore ed è uno degli indicatori importanti per la valutazione della prognosi. L'MKI (indice di frammentazione nucleare) è un altro indicatore importante per valutare la malignità del tumore, in quanto conta il numero di cellule in divisione nucleare nelle cellule tumorali. L'esame di patologia molecolare si spinge più a fondo a livello genetico per rilevare marcatori molecolari correlati alla prognosi, come l'amplificazione del gene N-MYC, la delezione dei cromosomi 1p36 e 11q, ecc. Questi cambiamenti patologici molecolari sono di grande importanza per giudicare accuratamente la prognosi e guidare la terapia mirata. In particolare, l'amplificazione del gene N-MYC è considerata un forte indicatore di prognosi sfavorevole. 3. Interpretazione delle informazioni chiave nei referti patologici Il referto patologico del neuroblastoma infantile è una base importante per una valutazione completa dello stato della malattia, per la formulazione di piani di trattamento e per il giudizio sulla prognosi. Nell'interpretazione di un referto patologico è importante concentrarsi sui seguenti aspetti: 1. Sede della lesione: la posizione del tumore è strettamente correlata alla prognosi. La prognosi del neuroblastoma originato dalla midollare del surrene è relativamente scarsa, mentre la prognosi dei tumori originati dalla catena simpatica è relativamente buona. 2. Sottotipo istologico: diversi sottotipi istologici hanno effetti diversi sulla prognosi. Ad esempio, il neuroblastoma indifferenziato ha generalmente una prognosi sfavorevole, mentre il ganglioneuroblastoma misto può avere una prognosi migliore. 3. Indicatori immunoistochimici: il tasso di positività del Ki-67 e l'MKI e altri indicatori riflettono direttamente l'attività proliferativa del tumore e sono un riferimento importante per la valutazione della prognosi. 4. Risultati patologici molecolari: cambiamenti patologici molecolari come l'amplificazione del gene N-MYC e la delezione dei cromosomi 1p36 e 11q sono predittori indipendenti di una prognosi sfavorevole. 5. Capsula tumorale e condizioni vascolari: l'integrità della capsula tumorale, la presenza di trombi tumorali nei vasi sanguigni e le metastasi linfonodali hanno tutti un impatto importante sulla prognosi. I tumori con capsula intatta, senza trombo vascolare e senza metastasi linfonodali hanno una prognosi relativamente buona. Inoltre, nel referto patologico si dovrebbe considerare anche l'età di insorgenza. In generale, la prognosi per i bambini di età inferiore ai due anni, in particolare per quelli di età inferiore ai 18 mesi, è relativamente buona. Ciò potrebbe essere dovuto a fattori quali il fatto che il sistema immunitario dei neonati e dei bambini piccoli non è ancora completamente sviluppato e sono sensibili ai farmaci chemioterapici. |
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